04/12/08

Distrai et impera

Allora, a quanto pare sono (siamo, dai) cascato di nuovo nella ormai abusata Strategia della Distrazione, dico abusata perchè sta sconfinando dove non te l'aspetti, e forse è il caso, più che spenderci due paroline teoriche, fare qualche segnalazione. In fondo c'è poco da spiegare sul funzionamento di questa pratica, banale in sè e parzialmente innovativa solo per le dimensioni che ha raggiunto la sua applicazione, per questo vale la pena di rendere conto della sua estensione.

PDL

La notizia davvero preoccupante è ovviamente il taglio agli incentivi per l'efficenza energetica, che fortunatamente ha visto un parziale dietrofront (e forse è stato grazie a quei pochi che hanno fatto girare la notizia, che ringrazio), quantomeno sul versante della retroattività. Per coprirla ci sono state svariate dichiarazioni di Berlusconi (sul "regolamento di internet", sui giornalisti e la televisione...) e tutta la querelle Sky, che, complice (inconsapevole, spero) il Partito Democratico, ha fatto passare quest'ultimo decreto come il decreto che abolisce i privilegi che la sinistra ha disseminato. Ma tutto questo è quasi banale da dire, da tanto sono ormai esperti i berluscones in questa pratica.

PD

Qui la questione è un po' più sottile, e non sono sicuro si sia già notata la somiglianza (se non proprio la sostanza comune) con la tecnica in auge da anni ormai nel partito di Berlusconi. Non è un caso, inoltre, che questa tendenza si intensifichi ora che Veltroni sembra deciso a dotarsi anch'egli delle armi (quantomeno per quanto riguarda la politica di gestione del partito) del principale esponente dello schieramento a lui avverso. Il grande problema del Partito Democratico, ormai da tempo immemorabile, è la mancanza di una direzione politica precisa. Messa così sembra meno importante dei famosi problemi del paese, e ha buon gioco chi sostiene che ora ci si deve impegnare per adeguare salari e pensioni, e uscire dalla crisi, tuttavia un partito che non sappia dove andare non può muoversi di molto, e sarà rallentato nella sua azione da continue questioni irrilevanti. Per essere più chiaro: non sto dicendo che si deve innanzitutto decidere, ad esempio, la collocazione europea del partito, ma che si deve risolvere la questione identitaria originaria (Rutelli cosa ci fa? che peso hanno i cattolici? che peso ha la tradizione socialista? vecchie guardie come D'Alema le cacciamo o le rendiamo utili e non destabilizzanti?) una volta per tutte, e poi scompariranno anche tutte le questioncine che ne scaturiscono inevitabilmente.

Ecco, insistere come fa Veltroni (e non solo lui) sulla questione della leadership è una maniera per distrarre l'elettorato dalla vera questione. Non è Veltroni il problema (anche perchè non voglio dover scegliere tra lui è D'Alema, per esempio), o meglio lo è solo nella misura in cui non vuole risolvere una situazione di stallo che dura da prima della fondazione del Pd. Non nego l'importanza di avere un leader pronto e preparato, ma non serve a nulla se non sa nemmeno bene a che elettorato fa riferimento. Credo sia una maniera per distrarre l'elettorato perchè ho la convinzione che questa situazione sia ormai voluta quando non pianificata, visto che questa incertezza di fondo permette a una classe dirigente ormai autoreferenziale di rimanere a galla e alla direzione di un partito ancora corposo (per quanto?). Non è la maniera rozza e guascona di Berlusconi, ma sempre di distrazione si tratta.Inserisci link
LEGA
Sulla Lega, per completezza, solo una nota: dall'instaurazione del governo ha portato a casa tantissimo rumore, ma poche cose concrete (e ciononostante ha incasinato di molto la vita di questo paese). Sappiamo tutti che quello che davvero preme all'elettorato leghista è un certo grado di indipendenza fiscale (oltre che politica, ma solo in seconda battuta), ma da questo punto di vista hanno ottenuto solo una specie di legge largamente lacunosa per la quale sarà necessario stabilire un sacco di parametri che ne definiscano l'efficacia, scommettiamo che allora non avrà questo gran risalto mediatico? Già il fatto che pochi giorni dopo quella legge si facesse piovere denaro su Catania mi fa sospettare sulle effettive intenzioni di questo governo di inimicarsi il Sud.

In compenso il partito padano fa largo uso della distrazione politica, sfornando proclami e misure discutibili a getto continuo, da ultimo Maroni che straparla sulle moschee (ovviamente non si farà nulla in proposito). Tanto sugli immigrati si può far sfogare l'elettorato leghista, a Berlusconi non interessano.

4 commenti:

daniele sensi ha detto...

La Lega si può sfogare sugli immigrati finché questi non avranno diritto di voto. Quando potranno, pure loro, in una bella giornata di primavera, recarsi alle urne, allora vedrai che pure a Berlusconi interesserà intercettare quel voto. E la Lega dovrà tornarnarsene nelle riserve.

Paguro ha detto...

c'è anche una teoria per cui gli immigrati voterebbero poi lega e si sposterebbe il mirino su chi ancora non potrebbe votare, qualcuno c'è sempre, nella fattispecie gli immigrati irregolari (a cui è un po' dura dare il diritto di voto).

Però sarebbe bello vedere la lega fare i conti con un elettorato del genere :D

(io il voto lo darei oggi stesso agli immigrati regolari)

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