09/05/08

Dove andremo a finire?

Come diceva Luttazzi, ci siamo già. Ieri sera è stata presentata finalmente la squadra di governo, composta da 21 ministri, che dovevano essere 12, di cui 9 senza portafoglio: 21-9=12, tutto ok? non direi, o forse dimenticate che senza portafoglio non vuol dire che non vengano pagati loro e i loro sotto-sotto-sottoni?

Comunque, archiviata la prima balla di Berlusconi (e attendendo il primo consiglio dei ministri a Napoli), diamo un'occhiata ai ministri più interessanti della legislatura che sta per partire:


Franco Frattini, ministro degli Esteri. C'è un pregiudizio su Frattini, ovvero che sia un gran diplomatico. In realtà ha avuto problemi fin dalle superiori con la diplomazia: le maestre lo interrogavano in matematica e lui rispondeva a domande di letteratura, lo interrogavano in letteratura e rispondeva a domande di matematica. Intervistato recentemente sull'argomento, Frattini ha dichiarato: "non ho mai veramente compreso la differenza".

"quello che si deve fare è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede: tu di che vivi?. Se quello risponde "non lo so", lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona la direttiva europea. Semplice e senza scampo."

Una dichiarazione di Calderoli? invece è proprio Frattini (Corriere della Sera, 15 Novembre 2007), che per l'occasione è stato anche sbugiardato e richiamato da una risoluzione Ue. Ma Frattini sostiene di non capirne le motivazioni, e dichiara: "è così che sono finito nel primo governo Berlusconi".


Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico. Noto per aver gestito il G8 di Genova, si è recentemente difeso dalle accuse di negligenza: "al G8 l'organizzazione fu perfetta, anzi, non ricordo pestaggi organizzati così bene a memoria mia". Il suo ministero, inspiegabilmente, accorpa anche quello delle Telecomunicazioni; il tratto comune? Di entrambe le materie Scajola non sa assolutamente nulla.


Roberto Maroni, ministro degli Interni. In realtà avrebbe preferito mettere su una fabbrica di occhiali alla moda, tanto per avere una buona scusa. Invece è nuovamente ministro degli Interni, 14 anni dopo il primo mandato e le riserve di Scalfaro che non voleva affidargli l'incarico, e 7 anni dopo il veto di Ciampi alla sua nomina di ministro della Giustizia. Non è incredibile? Maroni, nonostante Maroni, è ancora una volta ministro. C'è speranza per tutti.

Il suo agente si dichiara stupito: "eppure ero sicuro di aver portato il curriculum alla Pupa e il Secchione". Sospiri di sollievo da parte di Enrico Papi, che nonostante le apparenze non vota Lega (l'avreste mai detto?).


Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione. Brunetta è la dimostrazione vivente che nella botte piccola non sta il vino buono. È talmente basso che potrebbe fare un pompino in piedi a Berlusconi, ma quando gli hanno chiesto: "Onorevole Brunetta, è vero che potrebbe fare un pompino in piedi a Berlusconi?", ha risposto: "Non ne ho idea, per ora si accontenta che io gli faccia da comodino".


Sandro Bondi, ministro dei Beni Culturali. Dopo la fatica editoriale di "Una storia italiana" in effetti ce lo aspettavamo, ma questo non ha fatto che peggiorare le cose. Sandro bondi ai Beni Culturali fa lo stesso effetto di una barzelletta raccontata durante un funerale: vorresti ridere, ma non ce la fai. Sei pur sempre a un funerale.

Impagabile poeta, nel senso che ancora nessuno ha avuto il coraggio di comprare una sua raccolta, Sandro Bondi ha un passato da comunista con ascendenze cattoliche ma sostiene di aver rinnegato entrambe le fedi in favore del berlusconismo, mantenendo però intatto l'integralismo. C'è chi lo ha criticato per l'idea di riempire tutte le acquasantiere della sua parrocchia con il sudore del cavaliere, ma lui va avanti per la sua strada e prepara il "Nuovissimo Testamento", dove Berlusconi salva l'umanità prendendo su di sè tutti i peccati degli uomini e ottenendo poi la prescrizione.


Umberto Bossi, ministro per le riforme. Dopo aver mancato il bersaglio la prima volta, l'ictus ha promesso di ritentare, nel frattempo 9 padani su dieci dichiarano che un vero leghista non ha bisogno del cervello ma solo del membro duro. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, inaspettatamente, da loro ragione.


Giulio Tremonti, ministro dell'economia. Ha la faccia di quei compagni di classe delle scuole medie che vorresti essere un violento per poter picchiare.

Propugnatore della cosiddetta "finanza creativa" (tanto che avrebbe voluto accorpare il proprio ministero con quello dei Beni Culturali), è considerato un grande economista dai suoi animali domestici, che comunque hanno precisato "non siamo esattamente dei grandi esperti".

La sua nomina a ministro era scontata e annunciata da tempo, anche perchè pare sia l'unico del suo schieramento politico a saper usare una calcolatrice. Considerato un po' lo sfigato del gruppo, Tremonti si è fatto amico soprattutto il gruppo leghista, pare per farsi proteggere dagli scherzi di La Russa e Gasparri.


Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Legislativa. Ha esordito proclamando a gran voce che lui taglierà, taglierà e taglierà. Come qualche anno fa, quando propose di castrare gli stupratori, e come quando decise di fare a meno del proprio lobo frontale. Laureato in medicina maxilofacciale e apparentemente valido cabarettista, Calderoli è un politico molto apprezzato in tutto il mondo. Quando non parla.


Era difficile fare peggio dei precedenti governi, ma Berlusconi ci ha abituato a impegarsi seriamente per raggiungere i propri obiettivi. Difatti, con la Giustizia a un anonimo Alfano e le Telecomunicazioni inglobate nel ministero di Scajola, non sembra esserci alcuna speranza per le riforme che tanto servirebbero al paese, in primis proprio quelle del sistema radiotelevisivo e della giustizia. Come volevasi dimostrare.



p.s. il post è una palese citazione dal filmato di Luttazzi linkato all'inizio del blog, come tale è un pezzo di satira che solo parzialmente (anche se con una percentuale decisamente alta) contiene dati reali e analisi obiettive ed efficaci. Questo non significa che non possa dire qualcosa lo stesso, insomma, la satira è satira (e dovreste sapere come funziona).

6 commenti:

TheNib ha detto...

Ho riso molto, sono comunista?

soma ha detto...

Anche io ho riso molto... ma sono solo anti-fascista!

dottor Arnheim ha detto...

anch'io ho riso molto, ma è perchè conosco l'autore

Anonimo ha detto...

Sei sempre il solito, il vinello ti fa male!!! Prima di giudicare aspetta di vedere il lavoro che fanno, non essere pregiudizievole. Il mondo è pieno di persone che a parole lo cambierebbero ogni 5 secondi...ma poi nei fatti tutto è come prima.
Per questo appoggio Beppe Grillo che fa e non chi critica e prende soldi per farlo (tutti i comici che cavalcano il male italico del criticare senza proporre, cosa fine a se stessa).

Anonimo ha detto...

Sei sempre il solito, il vinello ti fa male!!! Prima di giudicare aspetta di vedere il lavoro che fanno, non essere pregiudizievole. Il mondo è pieno di persone che a parole lo cambierebbero ogni 5 secondi...ma poi nei fatti tutto è come prima.
Per questo appoggio Beppe Grillo che fa e non chi critica e prende soldi per farlo (tutti i comici che cavalcano il male italico del criticare senza proporre, cosa fine a se stessa).

dottor Arnheim ha detto...

matteo! :D (sei te, vero?)

è satira, suvvia :P e cmq mi sembra giustificato giudicare un ministro prima del suo operato...qualcuno li avrà giudicati per metterli li, no? e allora giudichiamo pure noi e vediamo cosa ne esce