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03/05/09

Notizie che non erano così lunghe, volendo

Se non altro abbiamo un nuovo nomignolo con cui chiamare il nostro benevolo Kaiser, non più Mr B. ma "papi", se non altro il diritto a prenderlo in giro ci viene costantemente rinnovato se non nelle parole almeno nei fatti. Il punto è, a chi interessa? domanda infelice, purtroppo interessa a molti, diciamo invece: perchè dovrebbe interessare? domanda legittima, ma non serve un blogger ritardatario per indicare il nocciolo della questione. Un momento, ma io non sto qui per sparare le mie opinioni (argomentando un poco), su quello che succede nel mondo? bene, ecco quindi un riassunto per punti delle ultime vicende occorse al papi

- Il Presidente del Consiglio dei Ministri, in Italia, crede che "svecchiare la politica" consista nel far eleggere delle giovani ragazze fresche d'azienda (Mediaset e affini), che se pur previo rapido corso di alta formazione politica, tenuto da Frattini (sic!), hanno come merito principale quello di essere delle gran belle figliole. Oddio, forse più che un merito è una questione più sottile.

- Lo stesso figuro di cui sopra, non pago, invece di difendere a spada tratta i succosi talenti politici che aveva scoperto sotto una spessa patina di apparente ignoranza, o forse era il trucco, ha ceduto alle lamentele della moglie e ha rifatto le liste spuntando le quote gnocca. Delle due l'una: o non ha interesse a portare giovani di belle speranze in politica, e preferisce loro un po' di belle ragazze, o non ha interesse a portare giovani di belle speranze in politica, e preferisce loro il suo matrimonio.

- Il matrimonio pare stia finendo lo stesso, perchè la Lario ha deciso che la corda è il momento di strapparla (portando con sè qualche soldo, ma queste sono beghe che diventano personali e non mi interessano), mi chiedo se ora ricompariranno le ragazze (ma forse è scaduto il tempo per presentare le liste, vedremo alle prossime elezioni)

Tutto questo mi ha preso quanto, dodici righe e mezzo? ok, le ho contate, ma contate voi le righe spese in media da ciascun giornale che si sia interessato alla vicenda e ditemi a quanto siamo arrivati, anche considerando che quello che ho scritto andrebbe messo giù in maniera più seriosa io scuse non riesco a trovarle per tutto l'inchiostro che si è speso.

Ora, si potrebbe replicare che in fondo notizie rilevanti vanno approfondite e non ci si può sempre solo limitare a citare l'accaduto, e qui io mi scuso e ammetto che effettivamente qualcosa di più c'è da scrivere. Voglio dire, se io fossi un giornalista e potessi decidere di cosa scrivere, partirei da quelle nomine per fare un discorso più ampio, più che sulla spettacolarizzazione della politica (è un discorso più ampio, anche se sicuramente questa vicenda ne è parzialmente figlia) sulla scarsa considerazione che i nostri partiti hanno per le elezioni europee, e per le occasioni che perdiamo nel mandare poca gente davvero interessata e preparata a Bruxelles, discorso che si fa spesso parlando del notevole assenteismo di tanti nostri parlamentari europei e mai a monte su come siano considerate queste elezioni (brutalmente: se va bene un test per valutare il consenso del governo e se va male un luogo sicuro dove mandare gente che si è "meritata" uno stipendio cospicuo). Nota interessante, ho scritto più io su questo argomento limitandomi a introdurlo che tutti i giornali di cui sopra, e allora ditemi un po' se a questo punto non conveniva stare zitti.

p.s. vi chiederete cosa c'entra la giovane biondina che chiama papi Mr. B con tutto il resto. Ebbene, sappiate che a chi scrive piace precorrere i tempi

05/01/09

i miracul che succede ad Hammamet

Raccontava Travaglio l'altro giorno delle vette a cui sta giungendo recentemente l'apologia di Bettino Craxi nel mediaverso, parlando di uno speciale televisivo che è sembrato eccessivo anche per Mediaset. Ve lo ricordate, vero, chi era Bettino Craxi? io ad esempio ero un bimbo all'epoca, ma ricordo nitidamente l'episodio delle monetine e il generale clima di ribrezzo nei confronti di chi all'epoca impoersonificava idealmente la corruzione di un sistema ormai diventato troppo pesante anche per le ampie spalle degli italiani (peccato che la successiva catarsi non servì a uscirne, ora si dovranno aspettare altri 50 anni)); ne sono contento, non credo che qualcuno riuscirà mai a convicermi che quell'uomo abbia fatto qualcosa di buono qua in Italia, se non bastasse quello che poi ho letto a proposito.

Ad ogni modo, proprio oggi mi è tornato in mano un album di Paolo Rossi, "Hammamet e altre storie" (qui una playlist dove sono segnalate anche le collaborazioni con Capossela all'interno dell'album), che fu davvero il mio primo incontro con la satira e, effettivamente, anche con la politica. Ero piccolo e capivo metà del testo di metà delle canzoni, ma forse per qualche strano meccanismo della mente quell'ascolto reiterato (consumai quella cassetta) forgiò il mio gusto comico negli anni successivi, e solo oggi me ne rendo davvero conto (l'altro grande tributo sono i Monty Python, scoperti qualche anno dopo grazie a un amico, che riempirono la nicchia surreale-nonsense) riascoltando "Hammamet", "Sogno all'incontrario", "Decervellamento" (cantata assieme a Capossela, entrerà poi nell'album "Canzoni a manovella") e tutte le altre (compresa qualche canzone più recente come "Setto nasale in fiamme"). A volte mi viene da pensare che dopo tutti i discorsi, le letture, i dibattiti la maniera migliore per raccontare un'epoca difficile sia attraverso la comicità che si è prodotta in quel periodo, per questo il mio contributo al tentativo di non perdere il ricordo di ciò che è successo negli anni '80 e primo '90 è questo consiglio di ascolto e questo testo:

Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove è finita la fontana, fontana di largo Cairoli?
perché non c'è più?
Era dentro al Castello Sforzesco ad ammuffire
poverina!
Eran tanti anni che era lì a prender l'umido
chissà che dolori!
poi qualcuno allora l'ha trovata...
ah!
e l'ha curata...
che bravo!
e l'ha portata...
ma che gentile...dove?
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet sai dove mettere un oggett!
un oggett!
c'è magazzino con tanti bei rubet
i bei rubet!
Persino il vino vien giù dai rubinett
dai rubinet!
È un dei miracul che succede ad Hammamet!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove son finiti gli animali dello zoo?
perché non ci sono più?
Un leone l'hanno visto dentro un ristorante all'Idroscalo
curioso!
poi qualcuno allora l'ho trovato...
aaah!
e l'ha curato...
ma che bravo!
l'ha medicato...
ma che gentile!
e l'ha nutrito...
ma che zoofilo!
e l'ha ingrassato...
ma che cuore d'oro!
poi l'ha mangiato.
E adesso questo farlocco fagocitatore di felini selvaggio, dov'è?
Mah... ad Hammamet!
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Ad Hammamet parlan tutti el nos dialet
el nos dialet!
Che gran palazzo con tanti bei stanzet
i bei stanzet!
Fanno il cous-cous con dentro un feritet
un feritet
è un dei parti che succede ad Hammamet!
Ahaaaaa!
Ad Hammamet
Ahaaaaa!
Dove è finito il capolinea del 38 l'Innocenti e il Samiri?
perché non c'è più?
e tutti quelli che accoppavano i piviù per fare i cuscini?
Che crudeltà!
Dal verme di Gorelli al bazooka col suo rabarbaro?
non c'è più il rabarbaro!
Credo che qualcuno li ha trovati...
ah!
e li ha smontati...
ah!
e trasferiti...
eh!
e riciclati...
ah, sì?
Sì, ma qui si stan ciulando tutto, però!
No, guardi...
È un incubo!
Senta, queste cose qua, succedevano una volta! Adesso non è più così! Adesso c'è il Nuovo che avanza!
Sì, ma il Nuovo che avanza e il Vecchio telefona!
Come?
Spiego, spiego il concetto. Ci sono voci, ci son voci che si telefonano tutti i giorni. Anche quando la sera prima litigano, tutte le mattine la telefonata alle 9: come stai? dormito bene?
ah, pensa!

hai avuto incubi? Io ho sognato Gorelli. Anch'io, cazzo!
eh, vabbè, quello... è un incubo!
è tutto un incubo, capito ... oppure si parlan, si dicon le cose anche tipo: come sta Veronica, Van Basten, i figli, Tresaggi...
tutta la famiglia!
tutta la famiglia! dopodichè parlano delle cose importanti, di cui han sempre parlato, non so, Cossiga, di, di di...
Cosa c'entra Cossiga?
Ma scusi, secondo lei uno che ha spiegato, ha raccontato agli Italiani prima come finiva Beautiful, e non ha spiegato dopo come è finito Moro secondo lei non c'entra? Beh, secondo me c'entra! Ma dove vive?
In Italia!
In Italia lei vive
Eh, certo!
Ecco. E invece l'altro, il Vecchio che telefona, no? infatti alla fine della telefonata manda sempre un saluto: "Ti mando un saluto da questa spiaggia lontana...
Oh, Hammamet, la mia prigione mia più bella sei tu!
commovente!
Silvio, consentimi.... che prima o poi vedrai, ci vieni anche tu!"
dove?

Ad Hammamet

Ahaaaaa!
Ad Hammamet

Ahaaaaa!
Ad Hammamet!
Ahaaaaa!

Ma dove è finito il mio spazzolino da denti?

Ad Hammamet!
e la mia mountain bike?
Ad Hammamet!
e la contessina Vacca?
Ad Hammamet!
E la mia protesi?
Ad Hammamet!
È un miracul che succede ad Hammamet!


e per chiudere il fantastico Sogno all'incontrario.
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28/11/08

Biopalle, Bioballe

Forse non la prima ma comunque una delle prime regole di Internet è che ogni notizia apocalittica o messianica, prima di stupire, deve essere verificata a lungo. L'elenco delle bufale apparse sul web dalla sua creazione a oggi potrebbe riempire un enciclopedia, ed è bene per tutti trovare almeno una fonte autorevole per le verifiche del caso, dato che statisticamente, perlomeno durante il primo periodo, l'entusiasmo per l'ennesima grande invenzione contagia molta più gente di quanta non ne freni il dovuto scetticismo.

Il più famoso, autorevole e prezioso sito italiano del caso è il blog di Paolo Attivissimo, che puntualmente ha smontato (qui l'articolo) anche l'ultima fandonia dal sapore messianico pubblicizzata niente meno che da Beppe Grillo in carne e byte: la Biowashball. Questa miracolosa palla di plastica verde contenente palline di ceramica dovrebbe difatti, non si capisce bene se emettendo potenti raggi infrarossi (sic!) o emettendo ioni negativi (ari-sic!), permettere di lavare i panni a 30 gradi e senza detersivi, il che sarebbe effettivamente un bell'aiuto nella lotta all'inquinamento: sia perchè si eliminerebbe la diffusione di sostanze inquinanti come scarto dei lavaggi sia perchè si ridurrebbe di molto il consumo di energia elettrica. Il tutto è condito da un'altra chicca: per "ricaricare" la palla basterebbe un'oretta di sole al mese, e la durata dell'oggetto sarebbe addirittura di qualche anno. Tutto molto bello, peccato che, a meno che Biowashball non faccia come l'ormai proverbiale coleottero che non può volare ma non sapendolo vola (cosa che peraltro credo sia un'altra bella bufala), questa vera e propria "balla" non ha alcuna speranza di lavare davvero i vostri capi (al di là di quanto l'acqua di per sè non li lavi di suo, insomma, al di là di un curioso effetto placebo nella percezione del pulito). Paolo Attivissimo ha fatto qualche domanda in proposito a un chimico:

Può un oggetto di plastica e ceramica emettere raggi infrarossi, e per di più potenti?
No, non può, se non per l'ovvia emissione che hanno tutti i corpi che emettono calore. Emettere infrarossi ad alta intensità richiederebbe una sorgente di energia continua.

Possono i raggi infrarossi scindere una molecola d'idrogeno?
Possono farla bollire se sono alla giusta intensità. In realtà non è ben chiaro cosa faccia la molecola dell'acqua sottoposta ad intensi campi elettromagnetici. Per ora non ci sono studi accertati che parlano di infrarosso in grado di scindere l'acqua. In ogni caso si tratterebbe di intensità enormi, non generabili senza le strumentazioni adatte.

Il sito Biowashball.ch dice che "la Biowashball elimina i composti cloridrici nell'acqua e diminuisce la sua pressione superficiale, aumentando così il suo potere pulente". Come fa una palla di plastica e ceramica ad eliminare i composti di cloro nell'acqua? Dove li nasconde? E cos'è la "pressione superficiale"?
Esistono dei mezzi per eliminare il cloro dall'acqua, ma solo tramite l'uso di metalli o di particolari molecole organiche; non se ne vede, poi, lo scopo: i cloruri sono presenti dovunque, anche nell'acqua per la pasta. Al chimico non viene in mente nessun modo per poter tirare via il cloro con delle sfere di plastica e ceramica, ma finché non viene analizzata la Biowashball non si possono esprimere giudizi definitivi. La "pressione superficiale" non esiste. Sembra una brutta traduzione per indicare la tensione superficiale, che può essere effettivamente variata tramite i tensioattivi (presenti nei detersivi) per migliorare la miscibilità dell'acqua (o di altri liquidi) con altri solventi. Se la tensione superficiale diminuisce, aumenta il grado di "lavaggio" ovvero nel caso specifico l'acqua bagna e scioglie meglio le sostanze che normalmente non verrebbero sciolte. I tensioattivi sono il vero motivo per il quale i detersivi puliscono, il resto ha funzioni accessorie come antibatteriche, sbiancanti, eccetera.

Il sito Biowashball dice che "per preservarne l'efficacia, basta posizionare la Biowashball al sole per un'ora al mese, per rigenerarne le microsfere di ceramica." Ha senso esporre al sole delle microsfere ceramiche per "rigenerarle"? Che cosa vuol dire?
Non vuol dire nulla. Il sole non può rigenerare nulla in questo contesto. Le sfere dovrebbero essere fotosensibili, quindi assorbire la luce e reagire in base ad essa ripristinando il sistema inizialmente presente e liberando tutte le "schifezze" assorbite. Insomma nulla si distrugge: anche ammettendo che il sole potesse rigenerare queste sfere (cosa che non fa) comunque butterebbe fuori in un colpo tutto quello assorbito durante il mese.

Senza contare che:

Un altro dubbio sulla serietà di questo prodotto è l'assenza, a quanto risulta fin qui, di un brevetto che ne tuteli il principio di funzionamento. Sui vari siti ufficiali non c'è alcuna indicazione di tutele brevettuale: ci sono soltanto alcuni "certificati" decisamente surreali. Il 17 novembre ho inviato una mail alla società che commercializza il prodotto in Svizzera (info@lfb.ch) e a quella che sembra essere la casa madre a Hong Kong (biz@biowashball.ch) chiedendo di fornirmi i numeri di riferimento dei brevetti che tutelerebbero l'invenzione. Finora non ho ottenuto risposta.

E tanto per concludere il prodotto viene venduto assieme alle famose coccinelle che dovrebbero bloccare le emissioni dei telefoni cellulari (misteriosamente senza impedire ai telefoni stessi di funzionare). Peccato che Grillo caschi a piè pari, e credo in assoluta buona fede, in queste che sono tra le più pure espressioni di una tendenza ciclica e ineluttabile della Rete: i tentativi di spillare soldi ai faciloni. Si fa tanto parlare di internet come fonte privilegiata (e non subordinata ai media "ufficiali") di informazioni e io sono assolutamente daccordo, ma aggiungo che questo privilegio costa ricerche e fatica. Forse chi si spaccia per paladino della Rete dovrebbe rendersene conto e rimboccarsi le maniche, una buona volta (soprattutto se fa da fonte autorevole per così tante persone).

20/11/08

Epiloghi

Mi sono accorto che spesso su questo blog capita di trovare lunghe (e noiose) trattazioni di iniziative, casi politici o fatti di cronaca "aperti al futuro", ovvero che prevedono sviluppi successivi. Succede allora che, scrivendo io solo occasionalmente e scegliendo gli argomenti un po' a naso, spesso io di questi sviluppi non abbia occasione di parlare e se pure sono tutte informazioni facili da trovare e da ricevere per una volta voglio chiudere qualche vecchio file.

Dai più antichi ai più recenti:

Eluana Englaro è stata definitivamente, totalmente e senza alcun indugio autorizzata a spegnere anche il proprio corpo, facendo sì che possa seguire il destino della mente andatasene anni fa. Dopo la corte di Cassazione ora anche la Corte Europea per i diritti dell'uomo nega il ricorso alle svariate associazioni che si sono schierate sul fronte della lotta per la vita (che a dire il vero non corre fuori dalla clinica della Englaro, ma un po' più a Sud nel mondo, anche se nessuno li ha avvisati).

La Costituzione è sulla strada per essere salvata, dopo il vulnus del Lodo Alfano. Mentre si attende lo scontato pronunciamento in proposito della Consulta, Di Pietro ha già superato abbondantemente il milione di firme per il referendum abrogativo. È vero, si può discutere sull'efficacia delle battaglie referendarie in Italia, ma questa volta difficilmente si riuscirà a giocare la carta dell'astensione dato che il lodo lo vuole praticamente solo Berlusconi, e gli stessi elettori leghisti, per fare un esempio, potrebbero finire per votare l'abrogazione.

Riccardo Levi ha ufficialmente fatto una mezza retromarcia, assicurando tutti che i blog non sono il suo bersaglio. Con una chiarezza e un'apertura inaspettate (per un deputato Pd), Levi ha fatto sapere che prima di discutere il disegno di legge in Parlamento verrà tolto ogni riferimento in proposito e si aprirà una discussione per "riempire quello spazio" nell'ottica non di censurare ma semmai di valorizzare tutto ciò che la Rete riesce a produrre.

Villari non si dimetterà dal suo incarico, come tutto sommato era scontato facesse. Per quanto Berlusconi neghi anche solo di averlo mai incontrato, si intravede un piano sotto a questa vicenda, piano che in effetti qualcuno sostiene essere opera della "corrente" dalemiana interna al Pd (e sarebbe l'ennesima prova che D'Alema è il male, perlomeno un maligno minore). Nel mentre, il Partito Democratico da prova di cominciare a imparare quando fare la cosa giusta, espellendo Villari dal gruppo Pd al senato (e presumibilmente anche dal partito, se si può fare).

17/11/08

Il significato di Villari

Un po' lo si intuiva dalla sua biografia politica, un po' è un periodo un po' così e certe cose ce le si aspetta, fatto sta che alla notizia di oggi si era tutti un po' preparati. Ciò nonostante, forse non si è del tutto informati su cosa significhi, ecco quindi un ripassino:

La commissione di vigilanza Rai venne istituita nel 1975 con lo scopo di sorvegliare l'attività del servizio televisivo e radiofonico nazionale e pubblico italiano, o meglio di ereditare questo ruolo dal Governo che lo esercitava precedentemente. Le implicazioni di questo passaggio di testimone sono evidenti: dal controllo monocratico della maggioranza si è passati a un controllo teoricamente pluralistico che chiama tutti i partiti rappresentati in parlamento a gestire il sistema televisivo e radiofonico nazionale (qui il regolamento), ovviamente non in maniera diretta (c'è un consiglio d'amministrazione apposito), ma comunque in maniera sostanziale.

Ora, cosa succede da qualche anno a questa parte? siccome il presidente di questa commissione riveste un ruolo di garanzia, è consuetudine che, mentre i membri della commissione dovrebbero in teoria riflettere la composizione del parlamento, questi venga designato dalla coalizione di minoranza, con lo scopo di assegnare il ruolo più importante all'interno di questa commissione a chi ha più interesse a controllare che la Rai si attenga alle sue funzioni di informatore critico. Tutta questa bella teoria in Italia fa un po' ridere, e difatti da sempre la Rai è stata di fatto "lottizzata" tra i vari partiti (storicamente: ra1 governativa, rai2 destra e rai3 sinistra, ora le cose sono un po' più complicate ma lo schema di fondo è quello), e nessun presidente di commissione ha mai fatto davvero molto sotto questo punto di vista. Che sia per questo che la candidatura di Orlando è stata tanto osteggiata dal Pdl, tanto da far naugrafare 45 votazioni? non conosco bene le dichiarazioni d'intenti di Orlando a riguardo, ad ogni modo è forse più cruciale il fatto che sia un deputato dell'Italia dei Valori, un partito che fa dell'Informazione libera e critica una delle sue battaglie cruciali. Non che con Orlando la Rai sarebbe mutata di colpo nella Tv delle meraviglie, ma per l'importanza che il sistema radiotelevisivo riveste per Berlusconi e compagnia è chiaro che anche un canale così stretto per operare qualche cambiamento da parte di chi non si farebbe sfuggire l'occasione è in realtà troppo largo.

Ora, storicamente il centrosinistra ha sempre lasciato un po' correre sulle pretese assolutistiche di Berlusconi in campo televisivo, dimenticandosi in continuazione del famoso conflitto d'interessi, ed è positivo che questa volta perlomeno Veltroni non sembri avere intenzione di lasciar correre questa nomina che, di fatto, rompe la consuetidine di cui sopra (essenziale è che sia l'opposizione a designare il candidato, non che questi sia membro dell'opposizione). Solo, spero che questa rivendicazione, che a mio parere può sfociare solo nell'espulsione di Villari dal partito, non sia solo parte del recente filone narrativo-veltroniano del "siamo in regime". Non che sia del tutto fuori luogo come sirena d'allarme, ma per una volta vorrei vedere il Pd schierato con precisione su un tema cruciale come l'informazione libera e critica, anche a costo di lottare per assicurare a un partito con cui si ha rotto, l'Italia dei Valori, un posto che si merita.

12/11/08

Secondo Levi

Ve lo ricordate Levi? non lo scrittore, il politico. Non ricordo bene che ruolo avesse, ma durante la scorsa legislatura propose un discusso progetto di legge che, a prenderlo in buona fede, avrebbe dovuto regolamentare il selvaggio mercato dell'informazione telematica. Alcuni, molti a dire il vero, insinuarono che si cercavano semplicemente di mettere sotto controllo anche le poche fonti di informazione libera rimaste in Italia, ovvero blog e simili. Com'è come non è, all'epoca tutto fu reso confuso dalla protesta dilagante e non si è mai capito bene cosa abbia fatto davvero sparire quel progetto di legge, e sicuramente la caduta del governo Prodi ha messo l'ultimo sigillo a un'idea un po' sospetta, sicuramente scritta da chi della rete non capisce molto.

Non si sa se per via di un'immedesimazione in Don Chisciotte, di un'illuminazione divina o della noia del pensionato, è notizia di questi giorni che Levi ci riprova con un nuovo e più aggiornato disegno di legge (che comunque non è scontato venga discusso a breve o addirittura in questa legislatura), senza che nessuno gli abbia chiesto nulla. È Daniele Minotti, sul suo blog, a svelare l'accaduto alla blogosfera, riportando i passi più significativi:

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.
3. La presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi, fatti salvi i casi in cui tale applicazione sia espressamente prevista
“.

Soltanto con riferimento all’iscrizione al ROC che “rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa” (art. 8), si precisa che “sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro

art. 7: “l’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione è condizione per l’inizio delle pubblicazioni dei giornali quotidiani e dei periodici, e sostituisce a tutti gli effetti la registrazione presso il tribunale, di cui all’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. Sono fatti salvi i diritti già acquisiti da parte dei soggetti tenuti a tale registrazione in base al citato articolo 5 della legge n. 47 del 1948


Cerchiamo di capirci qualcosa. Secondo questo progetto di legge (che, ribadisco, per ora non è prevedibile se e quando verrà votato, nè se questo governo, anche se è prevedibile che sarà così, sarà o meno favorevole) un blog è decisamente un prodotto editoriale (art. 1), purtuttavia sarebbe escluso dall'iscrizione al ROC qualora non fosse il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro. Cosa significa organizzazione imprenditoriale? per quanto intuitivamente verrebbero da escludere praticamente tutti i blog italiani, Luca Spinelli su Punto Informatico sostiene (in maniera, per me, convincente) che

Il blog di Beppe Grillo ha una redazione, ha banner pubblicitari, vende prodotti. In parole povere: sia secondo il Codice Civile, sia secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa. Se il progetto di legge fosse approvato, perciò, Beppe Grillo avrebbe con tutta probabilità l'obbligo di iscriversi al ROC. Non solo: sarebbe in questo modo soggetto alle varie pene previste per i reati a mezzo stampa.

Affari suoi, diranno forse alcuni. Eppure non è l'unico a doversi preoccupare. Nella stessa situazione si troverebbero decine, probabilmente centinaia di altri ignari blogger. Infatti: chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa.


Insomma, la cosa si fa un po' più preoccupante. Non tanto per gli Adsense (che peraltro ho appena aggiunto sotto consiglio di un amico, anche se speravo uscissero pubblicità più utili), quanto perchè sembra che l'intenzione sia di colpire a tradimento con norme confuse. Il ragionamento di Spinelli dimostra come sia facile far rientrare nella definizione "attività di impresa" una larga varietà di pratiche alcune delle quali piuttosto comuni e "ingenue", quanto sarà semplice cogliere in fallo qualcuno? per quanto Minotti non veda ragioni per cui ci si debba davvero preoccupare di questa legge, quantomeno per ora, io temo che la vaghezza che lui critica sia più un'intento che un sottoprodotto dell'eventuale incompetenza legislativa di Levi. Sarebbe molto italiano, quantomeno.

Al di là di questo, già così com'è ridimensionerà di molto la possibilità di Grillo e tanti come lui di far circolare materiale più facilmente, a meno di iscriversi al ROC. Già, il ROC, ma cosa significa? Oltre alla prevedibile tassa da pagare, L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet "rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa" (vedi succitato art. 8), il che farebbe evidentemente scattare il ben noto meccanismo per cui con una semplice citazione in giudizio per danni miliardari si può intimidire chiunque, anche chi sta dalla parte della ragione (e vuole evitare guai, o semplicemente non può/vuole pagare le spese legali). Ammettiamo anche che l'intento sia cercare di instillare maggiori responsabilità in chi si prende la briga di pubblicare informazione fai-da-te, il risultato sarebbe decisamente più ampio e disastroso. Personalmente, quando e se mai questa legge verrà varata leverò gli adsense (se non lo farò prima) e starò attento a non "organizzare troppo" il mio blog, ma temo che molte persone agirebbero in maniera più radicale.

C'è poi la questione server all'estero. Ero effettivamente convinto che avere il server contenente tutti i miei post hostato in America bastasse a risolvere perlomeno la mia posizione (Travaglio e Grillo, per fare due esempi, usano server italiani), tuttavia pare che non sia così. Gli stessi Minotti e Spinelli, assieme ad altri commentatori del post, sembrano più o meno sicuri (anche qui, non si tratta di norme precise ma di interpretazioni giurisprudenziali probabili) che la cosa non sia minimamente d'ostacolo a chi volesse perseguire blog con "sede" in Italia. È un po' come quando beccano le società finanziarie con sedi farlocche alle Cayman, quella che conta è la sede dove effettivamente viene svolta l'attività in questione, che nel mio caso è perlopiù Bologna, Italia. In teoria non si capisce bene se questo sia un blog italiano, in pratica è molto probabile che chiunque possa denunciarmi per stampa clandestina (but don't try this at home!).

Sembra improbabile che ne esca qualcosa molto presto, tuttavia come lo stesso scettico Minotti avverte è il caso di tenere alta la guardia: se anche questo progetto di Levi è più confuso che pericoloso, l'attuale governo (che non ha nulla a che spartire con Levi, è bene ricordarlo) si è sempre dimostrato particolarmente sensibile, in negativo, al tema della libera informazione. Come a dire che questo è solo l'antipasto, probabilmente.

21/10/08

Niente di nuovo dal fronte

Innanzitutto quello che è successo, visto che ho faticato a trovare tutto in giro (perlomeno finchè mi sono limitato a sfogliare i quotidiani): Travaglio è stato condannato, in primo grado e con sentenza non ancora pubblicata (ci vuole un po', e solo allora si potrà davvero capire perchè e cosa vuol dire), per aver diffamato Cesare Previti in questo pezzo (non linko direttamente l'archivio dell'espresso perchè io personalmente non riesco ad aprirlo per questioni di plugin mancanti, e non vorrei che altri fossero nelle mie condizioni) apparso sull'Espresso nel 2002. Di cosa si parla in quell'articolo? si parla dei presunti accordi elettorali tra la Mafia e Forza Italia nel 1994, alla vigilia delle elezioni politiche, e più in generale dei rapporti tra queste due "forze politiche" che un mafioso e in seguito collaboratore di giustizia, Luigi Ilardo, confidò al colonnello dei carabinieri Michele Riccio sussistere.

L'articolo è ben scritto e non mi dilungherò quindi su questa vicenda, perchè quello che ora ci interessa è capire in che modo si potesse diffamare Previti in un articolo sui rapporti tra la Mafia e Forza Italia. A dire il vero mi vengono in mente un sacco di maniere per infilarlo in un pezzo del genere, ma in mancanza di prove nè io nè Travaglio, da quanto si legge nell'articolo, riteniamo sia corretto farlo: tutto quello che c'è su Previti è questo:

Quello che avrebbe potuto diventare un altro Buscetta (Ilardo, che nel frattempo è stato ucciso da due killer, dopo essere entrato nel programma protezione testimoni, poco prima del primo interrogatorio formale - NdP) non parlerà più. Una fuga di notizie, quasi certamente di provenienza "istituzionale", ha avvertito Cosa Nostra del pericolo incombente. Solo Riccio può ridargli la voce. Cosa che fa attraverso i suoi appunti tutti scritti con inchiostro verde e le testimonianze. Senonchè, nel marzo 2001, viene convocato nello studio del suo avvocato, Carlo Taormina, per una riunione con Dell'Utri e il tenente Carmelo Canale, entrambi imputati per concorso esterno in mafia. Riccio denuncia subito il fatto alla Procura di Palermo: «Si è parlato di dare una mano a Dell'Utri. Io avrei dovuto dire che l'Ilardo non mi ha mai parlato di Dell'Utri come uomo di mafia, vicino a Cosa Nostra». In più Riccio deve dimenticarsi la mancata cattura di Provenzano. In cambio gli viene promesso un aiuto per rientrare nell'Arma e per ottenere "la rimessione del mio processo". «In quell'occasione, come in altre, presso lo studio dell'avv. Teormina era presente anche l'onorevole Previti». Taormina ammette il colloquio ma nega quelle pressanti richieste al cliente. In ogni caso, Riccio cambia avvocato.


Tutto qui, vengono semplicemente riportate le parole del colonnello Riccio. Il problema? su quest'altro pezzo, questo di Mastellarini, ho trovato una spiegazione (si vedrà quando esce la sentenza, ad ogni modo): si sarebbe trattato, in pratica, di una "svista" da parte di Travaglio, che avrebbe omesso di aggiungere l'ultima parte del verbale di Riccio, ovvero "Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri", e sarebbe quindi un problema di virgolette: se Travaglio non avesse attribuito quella frase a Riccio (che in realtà la proseguì) sarebbe comunque risultata vera, ma non diffamante. Ora, volendo si potrebbe discutere che nemmeno così è una gran diffamazione (credo lo sia, ma sicuramente più vicina ai 500 euro di multa chiesti dal pm che agli 8 mesi più risarcimento inflitti dal giudice monocratico), si potrebbe anche diffidare di Facci (è lui, sul Giornale, a riportare il pezzo mancante del verbale di Riccio, io ad ogni modo gli credo) o addirittura attendere stoicamente la sentenza d'appello (e quindi qualche annetto ancora), ma ha importanza? forse le beghe giudiziarie di Travaglio dovrebbero interessare Travaglio, e noi in quanto lettori solo se mettessero in ombra la sua onestà professionale (e questo, con buona pace di Facci, non mi sembra il caso), visto che, banalmente, non lavora per noi. Qualcuno potrà pensare che il fatto dimostri la scorrettezza di Travaglio, per me dimostra solo una scarsa attenzione dato che, forse non ci si rende conto della cosa, il fatto che Previti frequentasse quell'ambiente sarebbe rilevante di suo anche senza attribuirgli ingerenze di qualche tipo.

Dispiace un po' che questo piccolo errore dia un appiglio per far scempio mediatico di Travaglio (credo che Facci e altri abbiano del vino d'annata in cantina per queste occasioni), anche se non cederò alla trappola di accusare Travaglio stesso (e fantomatica cricca) di aver creato una corrente di pensiero in cui l'immacolatezza della fedina penale è uno status quasi sacrale, e per il semplice motivo che questa corrente di pensiero non è mai stata creata. Per quanto difatti la vulgata voglia che ci sia una gang di censori pronti a fare la morale la questione non è altro che etica, ovvero secondo la regola d'oro: "se una persona compie un reato, a me interessa nella misura in cui quel reato mi tocca" se un politico viene condannato per aver preso tangenti forse non è il caso di votarlo, se un politico viene assolto o prescritto ma sono documentati rapporti con la mafia forse non è il caso di votarlo e se una persona viene condannata ma non viene rilevato nessun reato che sia indicativo di una inidoneità con le sue funzioni può benissimo continuare a svolgerle.

C'è poi qualcuno che sostiene come un politico debbe essere totalmente immacolato per poter rappresentare qualcuno, non sono daccordo ho già spiegato perchè, ma resta il fatto che fino a prova contraria Travaglio non rappresenta nessuno se sè stesso. Qualcuno può lamentarsi del suo modo di fare giornalismo, e già lo faceva, ma nessuno gli può imputare scarsa coerenza se continua a fare il suo lavoro come sempre, magari tornando (da qualche tempo sta buttandosi un po' troppo sul comico) a essere il gelido cronista di qualche anno fa .

30/08/08

Ridi per non piangere, pagliaccio

Pare che persino Prodi abbia trattato loschi affari, penalmente rilevanti o meno si vedrà (e non sono certo io ma un guidice a dover decidere in merito), mentre stava al potere, non volendo fare come i berlusconiani sono contento che nel frattempo si sia ritirato dalla politica, perchè questo mi permette di non dover valutare questi suoi comportamenti in vista di un mio voto futuro, cosa che se fosse ancora sulla cresta mi sarei sentito in obbligo di fare. Anzi, credo che lascerò questa vicenda a persone più interessate al sennò di poi, io preferisco dare un'occhiata a qualcosa che accade oggi, e a qualcuno che ancora influisce sulla mia vita,

ricapitolando:
  • Intercettano Prodi per presunti favori a parentame vario
  • Panorama, settimanale edito da Berlusconi, pubblica queste intercettazioni
  • Berlusconi & co. si dichiarano solidali con Prodi (nonostante questi rifiuti a gran voce la solidarietà e si dichiari favorevole alla pubblicazione delle intercettazioni e contrario alla strumentalizzazione dell'accaduto) e rilanciano la necessità di andare avanti con la riforma apposita
  • Persino Veltroni si accorge della puzza di bruciato e da Denver interviene segnalando la tentata furberia
Ora, al di là dell'evidente falsità della solidarietà espressa da MrB e i suoi scherani (è come se un ladro, dopo avermi derubato, mi dicesse che farà di tutto per far sì che calino i furti), mi chiedo: serviva tutta questa fatica? a sentire MrB il governo è stabile, gli alleati della Lega fedeli e felici e il consenso degli italiani in continua salita...e allora, perchè esporsi a una inevitabile mezza figuraccia, considerando che si parla di un decreto legge che pertanto dovrà solo passare da un paio di voti di fiducia?

Prima possibilità: Berlusconi deve temporeggiare sul federalismo fiscale, dato che quest'estate i leghisti hanno lanciato qualche timido segnale di voler fare sul serio e possibilmente di voler chiudere prima della fine dell'anno. Berlusconi sa perfettamente che il federalismo fiscale, come lo vuole la Lega, non se lo può permettere; sia perchè l'Italia ci metterebbe meno di 4 anni a fallire, sia perchè l'emorraggia di voti dal Pdl (che elettoralmente è forte soprattutto al centro-sud) sarebbe irrimediabile. Inoltre, sa bene che temporeggiare su questo tema indebolisce la Lega, suo principale avversario elettorale.

Seconda possibilità: Berlusconi non si fida della Lega, che quest'estate ha dato anche qualche timido segnale di colaborazione a sinistra (e il Pd, purtroppo, ha accolto tutto l'accoglibile). Da un lato teme che possa venire meno la fiducia su un tema che per la Lega ha un costo in termini di voti (non sarebbe facile far mandare giù all'elettorato verde una legge che di fatto indebolisce la giustizia anche per i reati "comuni"), dall'altro vuole mettere zizzania tra Pd e Lega prima che tra di loro si cementi qualcosa e lo fa nel modo classico, ovvero scontrandosi col Pd e obbligando di fatto al Lega a prendere posizione troppo presto perchè possa cambiare sponda.

Terza possibilità: i nostri clown preferiti si stavano annoiando e hanno deciso di riscaldare un poco le corde vocali in vista di un autunno che sarà gravido di performance. Ok, forse non è molto probabile, però ammetterete che è quasi plausibile, di questi tempi. Sicuramente è molto meglio che arrendersi una volta per tutte all'evidenza: è la Lega ad avere la maggiore influenza sulle scelte di questo governo, sia in positivo che in negativo. A noi cosa resta? a volte, purtroppo, solo sperare che sia tutto un grande scherzo.

edit: a proposito delle intercettazioni di Prodi ha scritto con la solita competenza (e per una volta senza il "battutismo" che lo contraddistingue da un po' di tempo) Marco Travaglio in questo post. Se anche Prodi fosse ancora in politica, pare proprio che continuerebbe a poter avere il mio voto.

03/06/08

Esportare la democrazia, importare la censura

Ahmad Rafat è il vicedirettore dell'agenzia Adnkronos International. Giornalista di origine iraniana, vive da tempo in Italia.

Ahmad Rafat e Ahmadinejad hanno litigato, pare che il secondo se la sia presa quando il primo ha scritto che in Iran non è che ci sia tutta questa libertà d'informazione (Ahmadinejad avrebbe risposto, pare, "da che pulpito!").

Ahmad Rafat non è potuto entrare (anche se giornalista accreditato) al vertice Fao che si sta svolgendo in questi giorni. A Teheran? no, a Roma. Si, Roma in Italia, la stessa Italia governata dal grande oppositore di ogni dittatore! dal libertario per eccellenza! dal flagello dei comunisti!. Si, sto parlando di Berlusconi. Non ridete per favore, è già abbastanza dura così.

Ora, io posso anche credere che il mercato dei pistacchi sia essenziale per l'Italia, posso pure immaginare che ci siano dietro altri interessi economici per cui l'Iran è un partner importante...ma provare a imporsi un pochettino, almeno ogni tanto? io capisco che della libertà d'informazione importa poco a questo governo, ma almeno dare l'impressione che in linea di principio non la si schifa? niente. E non saprei nemmeno a chi attribuire la responsabilità di questa censura, forse al premier per omissione di soccorso, ma ormai mi sono un po' stufato di dare la colpa a Lui, mi puzza sempre di scorciatoia. E allora? come capire chi è il maggiordomo killer?

Per la sicurezza italiana è colpa della Fao, per la Fao è colpa della sicurezza italiana. Il responsabile comunicazione della Fao, Nick Parsone, dice: «Mi dispiace, ma se gli hanno ritirato l'accredito regolare che aveva all'ingresso, questo non dipende da noi, ma dalla sicurezza italiana». Dal Viminale, dal Dipartimento di Pubblica sicurezza, dalla prefettura e dalla Questura di Roma, invece, rispondono ufficiosamente che «la competenza per quanto riguarda l'ordine pubblico e la sicurezza è naturalmente italiana, ma ci fermiamo sulla porta della sede della Fao e la gestione diretta degli accrediti non è materia che ci riguarda» (fonte l'Unità)

Alla fine pare che il passi gli sia stato restituito ma senza che nessuno avesse ammesso la colpa e chiesto scusa, pertanto Rafat ha gentilmente declinato, restando in attesa. Ovviamente nel frattempo è arrivata la prevedibile ondata di solidarietà da parte dei vari partiti (tra cui immancabilmente sagace la Lega Nord, che gli fa presente quanto sia fortunato a vivere in Italia), senza che nessuno di questi si sprecasse nel chiedere chiarezza sulle responsabilità del gesto. Ma che ci vuoi fare, sono politici, devono fare i diplomatici. Chi sono io per giudicarli? no aspetta, chi sono io per giustificarli? la loro è un'omissione a cui forse ci stiamo abituando, ma che non smette per questo di puzzare.

Ad ogni modo in questi giorni c'è stata anche una grossa manifestazione promossa dal Riformista dell'impagabile Antonio Polito. Presenti praticamente tutti Alemanno compreso (che ha fatto pure spegnere le luci della piazza per quindici minuti, gesto che vabbè, sarà simbolico in una qualche maniera), eppure da quello che sono riuscito a leggere non mi sembra si sia andati oltre alla protesta (giustificatissima per carità) contro il dittatore Iraniano. Non è che ci si possa aspettare troppo da Polito, ma almeno un coretto per Rafat? uno striscione? due parole il giorno seguente? niente. Protestare si, informare...forse.


p.s. già che ci sono aggiungo anche un qualche tipo di codice che Technorati mi chiede di inserire in un post a caso

Technorati Profile

ma che è sto technorati?

30/05/08

Prove tecniche di transizione

Ma come, direte voi, non si era ormai capito che in questi due anni di centrosinistra il problema dell'informazione era stato trattato in maniera analoga a quinquennio Berlusconi? non è stato forse Mastella a proporre di mettere la mordacchia alle intercettazioni? non è stato forse ignorato il conflitto d'interessi? non è stata forse ignorata l'illegalità di rete4?

Tutto vero, difatti questo post non è sulle misure politiche in materia d'informazione (lo vedete anche dal collage che costituisce l'immagine del giorno), bensì su quello che mi sembra un sensibilmente mutato Zeitgeist. Intendiamoci, nessuno ha ancora operato una vera e propria censura, ma alcune vicende dell'ultimo mese mi sembra stiano dando il polso di un paese in cui la malattia terminale è sempre più vicina. Senza tenere conto delle prime furberie di Berlusconi in materia, che non sembra esaudire le speranze di Veltroni ("chi l'avrebbe mai detto?" "io").

Tutto è cominciato col V day seconda edizione, ma ce lo si aspettava in fondo che stampa e televisione facessero gli gnorri fino al giorno dopo e si scatenassero in seguito con violenza decisamente fuori luogo, soprattutto perchè questo V day aveva come tema principale il sistema dell'informazione che (un po' grossolanamente ma tutto sommato condivisibilmente) Grillo voleva (e vuole) scardinare. Ecco, forse prendersela con Santoro, reo di aver dato spazio alle invettive grilline in una puntata di Anno Zero, è sembrato "stroppiare", ma tutto sommato si poteva derubricare come anticorpi interni al sistema dell'informazione. E poi sembrava decisamente troppo presto perchè fosse già scattato quel meccanismo ormai oliato per cui gli ordini del padrone non si eseguono ma si prevedono.

Tuttavia il bilancio del mese che ha seguito questo episodio non fa niente per smentire quella sensazione, a partire dall'inspiegabile mezza rivoluzione interna a rai 3 che farà slittare Primo Piano in terza serata, sostituito dalla pur ottima Dandini con un programma completamente diverso. Giustificazione della decisione? "A quell'ora c'è già Porta a Porta", che non si capisce se sia un'ammissione di servilità o una dimostrazione di incompetenza: chi vuole vedere un po' di approfondimento resterà sveglio fino a mezzanotte per veder cominciare il tuo programma o si vedrà prima Vespa? è un avversario così temibile Vespa?.

L'ultimo episodio ieri sera: Anno Zero spostato a oggi (avevano avvisato prima? se si me l'ero perso) per fare spazio a uno speciale su Vasco Rossi (poco più di una serie di clip e interviste, pare) con la scusa che in contemporanea stava dando un concerto da qualche parte. Il buon vecchio Vasco... ma che vuoi fare, metterti contro Vasco? è una battaglia persa in partenza, e in fondo non mi sta nemmeno antipatico, Vasco. Solo, non avrei spostato a cazzo un programma molto seguito per fargli spazio (e per inciso non avrei sprecato nemmeno tutti quei servizi di telegiornale odierni). Senza contare che programmi come quello di Santoro vivono sull'essere un appuntamento fisso della settimana, e buona parte dei telespettatori di ieri sera oggi si dimenticheranno o preferiranno vedere l'appuntamento del venerdì (a proposito, che c'è stasera?). Ora, non vorrei fare il malizioso, ma il tema della puntata di oggi sarà il film di Paolo Sorrentino: "Il Divo". Si, proprio quello su Andreotti, bravi. Esatto, Andreotti.

Ora, non voglio dire che Anno Zero e Primo Piano siano delle piccole isole felici da salvaguardare nel mare di letame dell'informazione italiana, quello che voglio dire è che rappresentano un modo di fare informazione che in Italia sta scomparendo (parlo soprattutto per Anno Zero, Primo Piano non l'ho mai seguito troppo). Così come Travaglio è un tipo di giornalista di cui in Italia c'è bisogno ma non richiesta, ed è un dannato problema (a prescindere da Travaglio, che può anche non piacere per come interpreta questo tipo di giornalista).

Quello che voglio dire è che non è tanto una questione di persone epurate, ma di preoccupanti scelte di impostazione da parte del giornalismo italiano, confermate sul versante mediaset dall'affermarsi di personaggi come Del Debbio e Pamparana (nella sua recentissima versione di indignato speciale). Gente che fa dell'approssimatezza delle notizie, dell'arbitrarietà delle conclusioni, della messa in primo piano di notizie "civetta" la propria deontologia professionale. Giornalisti che si fanno dettare l'agenda di lavoro dai propri referenti politici, che interpretano il raccontare la realtà come un costruire la realtà alla maniera prescelta dai propri capi.

Quanto tempo resisterà la Rai prima di recuperare le reti mediaset sul terreno coltivato a oppio dell'informazione diversamente interessante? aveva già cominciato da tempo, ora sta accelerando. E per accelerare si devono lasciare per strada tutte le zavorre.

20/05/08

Dizionario Minimo: Lo chiamavano Zingarelli

Questo post è amaro, incazzato, sdegnato...saltatelo se non avete davvero un po' di tempo da gettare.


Mentre la Spagna e soprattutto l'Europa si dicono giustamente preoccupati delle nostre misure in materia d'immigrazione, e già che ci sono fanno sapere che certi metodi e certi progetti (o l'assenza di essi) non sono degni di un paese civile, in Italia si preferisce agire alla radice: il dizionario. Cambiare le parole significa cambiare i pensieri, cambiare i pensieri significa cambiare le opinioni. Come in 1984 di Orwell: se obblighiamo la gente a parlare in una certa maniera, le impediamo di pensare.

Dismetto un poco questa vena apocalittica, via, ma la situazione è grave. Ogni giorno i telegiornali ci vogliono convincere che clandestino è un sinonimo di criminale, che immigrato è sinonimo di forza lavoro usa e getta, che integrazione è sinonimo di asservimento culturale. Quando sentite "chi viene in Italia deve sottostare alle nostre leggi", ricordate che il vero significato della frase non è come vogliono farci credere "chi viene in Italia deve cercare di non farsi riconoscere come straniero e adeguarsi". Davvero, è solo codice penale baby. Quando sentite che le colf e le badanti (ma questi due termini non erano davvero sinonimi?) sono una risorsa per gli anziani italiani, quindi loro e solo loro vanno regolarizzate, non cedete alla tentazione di annuire. Non sono le uniche a lavorare, come vorrebbero invece farvi credere.

Qualcuno lo gridi, per favore. Qualcuno alzi la voce a coprire i mistificatori. Qualcuno ricordi agli italiani che gli immigrati sono esseri umani, sono della nostra stessa specie e hanno le stesse capacità mentali nostre. Gli immigrati amano, soffrono, sperano, progettano la propria vita, amano la propria vita. Gli immigrati sono fatti della stessa pasta nostra, e hanno anche loro ricordi, tradizioni, culture e stili di vita radicati nell'anima, nel sangue e nella terra che portano dentro il cuore. Gli immigrati hanno le stesse nostre attitudini, anche tra di loro la proporzione tra povertà e delinquenza è diretta, anche tra loro ci sono gli stronzi, anche tra di loro ci sono i santi e per fortuna anche tra di loro c'è una maggioranza di gente normale.
Agli immigrati il vostro Dio ha donato (spesso) una vita così difficile che se sapeste di doverla vivere preferireste reincarnarvi in una blatta, dal basso della vostra vigliaccheria che spinge in fuori il petto e grida improperi, affacciata a una finestra blindata. Agli immigrati ha donato (spesso) miseria, privazioni, sacrifici, bombe che voi avete finanziato, guerre che voi avete voluto, anni di conflitti civili che voi avete supportato.

Tutto questo è scomparso dalla definizione di immigrato, ora il significato è più ridotto, pratico, al passo coi tempi. Ora "immigrato" significa solo "chi entra per lavorare alle nostre dipendenze", e per converso clandestino significa "chi entra per delinquere". Citavo Orwell all'inizio del post, ed ecco che quella che mi sembrava un'affermazione apocalittica appare quasi giustificata. Se non è neolingua questa...

p.s. dovrei spiegarvi cos'è la neolingua? non c'è una voce wiki? ad ogni modo leggetevelo 1984, merita qualche ora del vostro tempo.

14/04/08

Rassegna stampa

Subito con le portate principali:

"Questa non è una domenica qualsiasi e va affrontata con spirito particolare, degno della circostanza: qui si tratta di scegliere se affidare il nostro futuro prossimo a un imbonitore dai trascorsi comunisti, provetto illusionista e trasformista, oppure a un signore maturo di cui conosciamo i vezzi ma anche la solidità." (da Libero-news.it, sito internet del quotidiano diretto da Feltri)

Adesso...Veltroni maturo mi sembra un'esagerazione.

"La sinistra radicale punta ad astenersi annullando le schede per mettere in crisi il senato col pareggio e puntare all’ingovernabilità e a nuove elezioni di nuovo, subito, elezioni su elezioni finché l’elettorato non si dissangua di frustrazione, odio, insoddisfazione, incapacità e non volontà di rappresentarsi, di sentirsi rappresentato, di esserci."(da Rivoluzione Italiana, il blog di Paolo Guzzanti)

Questo è dal post dell'11 aprile. Un consiglio: leggetevi il delirante post di oggi, dove l'incontenibile Paolone ci fa presente che, avendo mangiato pesante ieri sera, ha sognato (e ora ci descrive) il terribile eventualfuturo italoveltronico. Rabbrividiamo.

Calderoli ne dice troppe per essere racchiuso in una citazione sola, eccovi un bel mash-up: "ci attaccano perchè sanno di aver perso" "ogni attacco di veltroni aumenta i voti della lega" "siamo stati e saremo sempre fedeli" "immigrazione: la sinistra ha svuotato la Bossi-Fini" "Sgarbi è fondamentalmente leghista" "Confusione creata dal Viminale, non dalla mia legge" (fonti varie recuperate su ricerca news di Google)

ne dice troppe anche per commentarle.

"Noi puntiamo a vincere. In caso contrario, nessuno pensi che si apra chissà quale terremoto nel Pd. L'investimento che abbiamo fatto su Veltroni non è per una campagna elettorale, ma su un leader che ci deve guidare e che ha dimostrato di avere tutti i titoli per essere capo del governo ed eventualmente leader dell’opposizione»."(Fassino, intervistato da La Stampa)
questa è meglio segnarsela per ricontrollare in futuro.

"Ci sono otto punti di distacco tra Veltroni e Berlusconi, noi abbiamo l'8% nei sondaggi, quindi con noi si vinceva». Non usa giri di parole il segretario nazionale del Pdci Oliviero Diliberto per attaccare il leader del Partito Democratico. «Veltroni lucidamente ha scelto di perdere - continua - e spero che nel Partito democratico, dico una cosa esplicita, gliela facciano pagare dopo le elezioni. Io avevo proposto a Veltroni di fare un'alleanza per battere Berlusconi e Veltroni si è rifiutato. Dopo, chi lo sa... Io faccio una previsione: secondo me a Veltroni piace più Casini che Diliberto»." (da iltempo.it, sito del quotidiano omonimo)
Diliberto per me rimane un mistero, davvero. Non riesco a penetrare nella sua apparentemente inestricabile duplice natura di esserci e farci nello stesso momento.

qualche appunto sulla questione affluenza alle urne:

"Quattro punti di affluenza in meno alle dieci di ieri sera sono un dato su cui riflettere[...]vanno giudicati con una certa prudenza, in attesa di completarli con altri elementi. E precisamente: il dato finale dell'affluenza alle ore 15 di oggi, il numero delle schede bianche e quelle delle schede nulle.Solo a quel punto sapremo con precisione a quanto ammonta il partito del non-voto o del voto di protesta o dell'indifferenza." (da ilsole24ore.com, sito internet del quotidiano omonimo)

"Gli esperti: l’astensione sarà del 30% a causa dell’antipolitica e stavolta rischia di danneggiare più il partito di Veltroni. Nelle roccaforti del centrosinistra, da Torino a Firenze e Bologna, il calo si aggira sul 5%." (da ilGiornale.it, sito del quotidiano omonimo)

"Si profila una flessione più accentuata dell'affluenza alle urne alle ore 22. I dati provenienti dal Viminale indicano che a quell'ora si era recato a votare il 62,5% degli aventi diritto, contro il 66,5% del 2002, con una diminuzione netta del 4%. Sia nel rilevamento delle ore 12 che in quello delle 19, i votanti sono risultati in calo rispetto alle politiche del 2006. A mezzogiorno aveva votato il 16,35% degli aventi diritto, circa un punto in meno rispetto alle ultime consultazioni. Alle 19, invece, i votanti erano il 48,7% a fronte di un 52,2% del 2006. In pratica manca all'appello circa il 3,5% degli elettori." (da repubblica.it, sito del quotidiano omonimo)

che dite, ci fidiamo dei dati o degli esperti?

ed infine il dessert: NetMonitor ci propone una carrellata di blog, probabilmente i più inutili della rete (perlomeno a giudicare da cosa ne riporta il nostro). La punta artistica più alta la metto qui :

Un approccio diverso, orientaleggiante, ci viene proposto da Napolionline: ”Anzitutto mettere da parte quello che si è detto in tutti questi giorni. Rilassarsi inspirando e riflettere sui destini della nazione. Espirare per misurare l’indice di personale (in)sopportazione delle cose sentite in quest’ultimo mese. Inspirare e visualizzare un domani già vicino, quando tutto questo sarà finito”. E’ la “piccola guida Zen al voto”.

io che ci sto a fare, contro questi mostri sacri dell'idiozia?